I Produttori

 

“Il vino è la più attraente e la più affascinante delle bevande”.

Renato Ratti (1934-1988)

 

le AZIENDE SELEZIONATE

Non uno… ma 217 consigli

Nuove ammissioni e verifiche delle aziende già inserite nel nostro gruppo: un panorama ampio e qualificato, fatto di cantine a conduzione familiare e grandi aziende accomunate da una filosofia di produzione attenta e accurata che ha ottenuto l’idoneità dalla nostra Commissione Tecnica di Degustazione “A. Cordero”.

I Nostri Produttori

CASCINA BRUNI

Ufficio Loc. Bruni, 6 SERRALUNGA D’ALBA 12050 (CN)Telefono ufficio: +39 0173613208Sito web: www.cascinabruni.it

Biography

Foto di CASCINA BRUNI

Ci sono molte strade per arrivare a coltivare le proprie passioni. Quelle della famiglia Veglio di Castelletto le racconta Cristiano, enologo ed esponente della sesta generazione, che con il fratello Fulvio, anche lui enologo, e il padre Giuseppe, conduce Cascina Bruni, 12 ettari di vigneto, soprattutto Nebbiolo da Barolo, nel cuore stesso della zona in cui si produce quello che è definito come il re dei vini e il vino dei Re. E appunto con le vicende di un Re si intreccia la storia della famiglia Veglio.
Siamo alla fine del 1800, l’Unità d’Italia è cosa fatta da pochi decenni. I Veglio di Castelletto arrivati, così dice la storia, da Castelletto Uzzone dopo la campagna di Francia 1821 con l’armata reale (per questo l’insegna Arma Veglio di Castelletto in campo rosso con banda oro con due stelle poi modificata in campo nero), combattono a fianco di Napoleone per poi stabilirsi a Castiglione Falletto acquistano una piccola Cascina in località Piantà. Dopo le campagne Napoleoniche lavorano, oltre le proprie terre, in parte quelle vicine che il Re, Vittorio Emanuele II, ha donato alla sua sposa morganatica, Rosa Vercellana, che passerà alla storia come la Bèla Rosin, e ai suoi figli e nipoti. Dagli eredi del Re, i Di Mirafiore (già Opera Pia di Barolo), i Veglio acquistano una tenuta, “La Favorita” chiamata così dal 1400 divenuta poi Cascina Bruni. Casa patronale sullo stradone per Serralunga d’Alba con un estensione di circa 90 ha tra campi, boschi cedui e vigne abbarbicate sulle colline che la circondano. Da lì parte un’avventura famigliare che dura ancora oggi insieme ad una vicenda professionale che dapprima vede la famiglia Veglio impegnata nell’allevamento di bovini di razza e nella ricerca dei tartufi, i famosi e prelibati funghi ipogei, e poi nella cura di pregiati vigneti di nebbiolo da Barolo che si trovano al centro dell’area più classica della produzione del Barolo, oggi anche patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco.

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un assaggio poetico

Il Barolo

di Marisa Ferrero e Mario Sandri
che ringraziamo per aver autorizzato la pubblicazione

 

Fu Noè a scoprire il vino, così dice la tradizione
ci sono le prove che la Bibbia aveva ragione
dove approdò l’arca dopo il diluvio universale
il patriarca si prese una sbornia colossale.

Il Barolo è tra i migliori vini italiani
aiuta gli ammalati e fa bene ai sani
a crearlo furono i Marchesi Falletti nell’Ottocento
la sua fama nel mondo si divulgò in ogni momento

Anche Cavour politico e statista
dell’Unità d’Italia fu artefice ed artista
da sindaco di Grinzane favorì lo sviluppo del Nebbiolo
e apprezzò il profumo e il gusto del vino Barolo

Il Re dei Vini, il vino dei Re è da tutti definito
anche Re Carlo Alberto ne fu così colpito
che la Marchesa da Barolo fece partire botti di vino
su una lunga fila di carri che entravano in Torino

Il Barolo giunse fino alla casa reale
Carlo Alberto disse: questo vino realmente vale
su colline fertili e terreno ubertoso
si coltiva il Nebbiolo, vitigno prezioso.

Questo vino nel calice brilla come un rubino.
Si presenta maestoso ed il suo spirito Divino
a tutti i palati è davvero gradevole
ha avuto il nome da un paese incantevole.

17 marzo 2011, 150° Anniversario dell’Unità d’Italia

 

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