L'ultima Annata

 

“Bere un bicchiere di vino è come assaporare

una goccia del fiume della storia umana.”

Clifton Fadiman

(1904-1999)

 

l’annata

2020

In generale possiamo definire l’annata molto buona, più pronta ed elegante della 2019, ma forse meno longeva (solo il tempo potrà dirlo).

Morbida, succosa, già godibile, calda in bocca.

I tannini sono soffici ed intensi, la persistenza è delicata.

 

 

La vendemmia

Andamento Stagionale

A differenza del 2018 particolarmente precoce, l’annata 2019 si ricorda per essersi sviluppata in modo decisamente più consueto.

La prima parte della primavera è stata relativamente asciutta e soleggiata, garantendo una ripresa vegetativa omogenea che è iniziata alla fine del mese di febbraio e si è conclusa, per le varietà più tardive, verso la seconda metà di marzo. I mesi di marzo ed aprile sono trascorsi all’insegna del bel tempo e delle temperature miti, con scarse precipitazioni, lasciando presagire, in prima battuta un’annata precoce. Questa previsione è però stata smentita nel mese di maggio, quando il clima instabile ha fatto registrare un numero considerevole di giorni piovosi, situazione che si è protratta fino a giugno inoltrato. Questo, da un lato ha determinato un rallentamento nello sviluppo vegatativo esaurendo così il vantaggio accumulatosi all’inizio della primavera e dall’altro ha consentito un importante accumulo idrico nel terreno, che unito alle temperature non eccessive dell’estate ha scongiurato fenomeni di stress idrico. 

Per quanto concerne i vitigni a ciclo più lungo come il Nebbiolo si è da subito avuta la sensazione di un’annata precoce vista l’invaiatura avvenuta tra l’inizio e la metà del mese di agosto. Successivamente il calo delle temperature ha determinato un rallentamento temporaneo della maturazione che è poi ripresa in modo esponenziale nella seconda parte del mese di settembre. 

Il Nebbiolo si è presentato alla raccolta in condizioni ottimali: le temperature notturne non eccessive hanno portato ad un rapido accumulo di polifenoli che si attestavano già su valori ottimi attorno alla metà di settembre. La crescita non è stata esponenziale ma costante così da arrivare a maturazione tecnologica, ovvero al tenore di zuccheri ottimale, tra la fine del mese di settembre e l’inizio del mese di ottobre. Anche dal punto di vista delle acidità il Nebbiolo non ha avuto quel calo tipico delle annate calde, caratterizzate da un ciclo abbastanza breve. Questo effetto può essere dovuto al vigore vegetativo iniziale causato dalla dotazione idrica abbondante con la quale è iniziata l’estate e che ha consentito alle viti di sviluppare al meglio la fisiologia produttiva. 

In conclusione possiamo affermare, anche sulla base dei dati messi in evidenza dall’attività di monitoraggio della maturazione delle uve, di essere di fronte ad un’ annata molto buona, con punte di eccellenza specialmente sui vini da medio lungo invecchiamento che presentano caratteristiche ideali per raggiungere obiettivi enologici importanti.