Sin dalle prime battute “Carlin” ha lasciato trasparire tutta la propria personalità. «Quando ho saputo che mi dedicavano un’annata di Barolo – ha esordito – mi sono chiesto se non me ne avessero già dedicata una; sono andato a controllare e ho visto di no. Ci è voluto un po’ di tempo».

Alla battuta del fondatore di Slow Food Federico Scarzello ha potuto rispondere a fine intervento, ammettendo il fatto che l’attesa era stata effettivamente lunga, ma motivata: «In realtà erano anni che il nome di Petrini veniva regolarmente proposto – ha spiegato – tuttavia in passato la dedica dell’annata aveva un taglio più comunicativo, ed erano stati invitati personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, vip con i quali si cercava soprattutto visibilità. Si trattava di un contesto che poteva essere poco adeguato ad un volto importante come quello di Petrini, per cui abbiamo dovuto cambiare rotta: siamo scesi in cantina anziché in piazza, e abbiamo dedicato questo riconoscimento a persone che per il nostro territorio si sono esposte e hanno fatto tanto. Invitare Petrini è per noi il coronamento di un percorso».

Il riferimento è ad alcune delle ultime annate, dedicate a personaggi come Ian d’Agata (2008), alle giornaliste e critiche enologiche Jancis Robinson (2009) e Monica Larner (2010), ad Alessandro MapMan Masnaghetti (2011) e Antonio Galloni, fondatore di Vinous. Insomma volti forse meno noti al grande pubblico, ma che hanno permesso al Barolo di farsi conoscere ed apprezzare oltre ogni confine.

Sfogliando la gallery, alcune immagini significative…

Grazie a Teresa Baccini e Pierangelo Vacchetto per le immagini gentilmente concesse.

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