Il Disciplinare (dal 2010)

In seguito al determinante intervento del Consorzio di Tutela per la delimitazione e l'ufficializzazione delle Menzioni Geografiche Aggiuntive avvenuto nel 2009, il disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita "Barolo", approvato con DPR del 1 luglio 1980, già riconosciuta DOC con DPR del 23 aprile 1966, è sostituito per intero da un nuovo testo le cui disposizioni entrano in vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2010/2011.

Il principio ispirato delle modifiche riguarda principalmente la normativa dei nomi delle località presentati in etichetta. Grazie alla sinergica collaborazione fra il Consorzio di Tutela e le amministrazioni dei Comuni della zona del Barolo è stato possibile risolvere le numerose situazioni di incertezza e contenzioso mettendo una pietra miliare per eventuali future evoluzioni. A partire dalla campagna vendemmiale 2010-2011 la produzione del Barolo DOCG si attiene alle nuove disposizioni approvate e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.21 del 22.01.1981, con particolare riferimento:

  • ZONA DI PRODUZIONE: poco più di 2000 ettari, 11 Comuni: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Serralunga d’Alba, Verduno *
  • VITIGNO: Nebbiolo (sottovarietà Michet, Lampia, Rosé). Il suo nome deriva con tutta probabilità dal termine "nebbia", perché l’uva matura in autunno inoltrato (nel periodo delle nebbie, appunto) o perché gli acini a maturazione sono abbondantemente ricoperti di pruina, una sostanza biancastra che in qualche modo ricorda proprio la nebbia). Si tratta in ogni caso di un vitigno molto esigente per quanto riguarda giacitura ed esposizione del terreno, lavorazioni e concimazioni: infatti richiede terreni calcarei e tufacei, germoglia precocemente ed è piuttosto sensibile agli sbalzi di temperatura, quindi richiede posizioni ben soleggiate ed al riparo dalle gelate e dai freddi primaverili
  • PRODUZIONE MASSIMA PER ETTARO: 80 quintali di uva pari a circa 56 hl. di vino
  • INVECCHIAMENTO: minimo 38 mesi,di cui 18 in botti di rovere o castagno (ormai il castagno non viene più utilizzato, perché i suoi tannini risultano troppo amari e poco gradevoli al palato del consumatore di oggi, mentre era piuttosto apprezzato sino a qualche anno fa). La specificazione RISERVA può essere riportata in etichetta solo dopo 62 mesi di invecchiamento in cantina, si cui sempre almeno 18 in legno
  • PARAMETRI TECNICI: tenore alcolico minimo al 12.5% vol., acidità totale minima al 4.5‰, estratto secco minimo di 23 g/litro

* In etichetta è possibile aggiungere la menzione geografica aggiuntiva (sottozona) purché compresa nel disciplinare; inserendo oltre alla sottozona anche la menzione vigna la resa ad ettaro si riduce a 7200 Kg e il titolo alcol.volum.min naturale aumenta di 0,5%Zona