Il Disciplinare (fino al 2009)

Fino alla campagna vendemmiale 2009-2010, la produzione del Barolo DOCG si attiene al disciplinare di produzione approvato con DPR del 01.07.1980 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.21 del 22.01.1981, con particolare riferimento a:
  • ZONA DI PRODUZIONE: poco più di 2000 ettari, 11 Comuni: Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d’Alba, Novello, Roddi, Serralunga d’Alba, Verduno
  • VITIGNO: Nebbiolo (sottovarietà Michet, Lampia, Rosé). Il suo nome deriva con tutta probabilità dal termine "nebbia", perché l’uva matura in autunno inoltrato (nel periodo delle nebbie, appunto) o perché gli acini a maturazione sono abbondantemente ricoperti di pruina, una sostanza biancastra che in qualche modo ricorda proprio la nebbia). Si tratta in ogni caso di un vitigno molto esigente per quanto riguarda giacitura ed esposizione del terreno, lavorazioni e concimazioni: infatti richiede terreni calcarei e tufacei, germoglia precocemente ed è piuttosto sensibile agli sbalzi di temperatura, quindi richiede posizioni ben soleggiate ed al riparo dalle gelate e dai freddi primaverili.
  • PRODUZIONE MASSIMA PER ETTARO: 80 quintali di uva pari a circa 52 hl. di vino corrispondenti a 6933 bottiglie da 75 cl.
  • INVECCHIAMENTO:minimo 3 anni a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia,di cui 2 in botti di rovere o castagno (ormai il castagno non viene più utilizzato, perché i suoi tannini risultano troppo amari e poco gradevoli al palato del consumatore di oggi, mentre era piuttosto apprezzato sino a qualche anno fa). La specificazione RISERVA può essere riportata in etichetta solo dopo 5 anni di invecchiamento in cantina, calcolati sempre a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia.
  • PARAMETRI TECNICI: tenore alcolico minimo al 13% vol., acidità totale minima al 4.5‰, estratto secco minimo di 23 g/litro.
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